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L’importanza delle pause ed alcune idee per sfruttarle al meglio.

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L’importanza delle pause ed alcune idee per sfruttarle al meglio.

L’energia è un fattore determinante per la nostra produttività.

Ho già scritto in un precedente articolo quanto sia importante monitorare il nostro livello di energia ed organizzarci per svolgere nei momenti di massima produttività le attività più impegnative.

D’altra parte, è altrettanto importante mantenere il più alto possibile il nostro livello di energia, in particolare quando stiamo svolgendo una attività impegnativa, i cui risultati sono significativi per il nostro lavoro. I fattori che influenzano la nostra energia sono diversi e ne ho ricordati alcuni in una precedente newsletter (clicca qui se vuoi leggerla o rileggerla..).

Uno di questi fattori, spesso sottovalutato, sono sicuramente la pause, le interruzioni “volontarie” e “pianificate” nel nostro lavoro. (Utilizzo gli aggettivi “volontarie” e “pianificate” per distinguerle dalle interruzioni che ci distraggono da quello che stiamo facendo).

Le pause possono essere a più livelli temporali, dai 5-10 minuti ogni ora o più di lavoro, alla pausa della sera e della notte e così via… fino alle vacanze. I principi per gestire al meglio queste interruzioni “pianificate” sono simili, ma in questo articolo mi voglio soffermare in particolare sulle prime che ho citato.

Prima di tutto, chiediamoci: perché è importante fare delle pause?

Perché la nostra energia (non solo il nostro tempo…) è limitata ed è naturale che essa diminuisca mentre svolgiamo una certa attività. Le pause ci permettono di recuperare energia e di ritornare al lavoro nuovamente produttivi. Tanto più è intensa l’attività, tanto più sono importanti le pause tra una “sessione” e l’altra.

Il primo consiglio che voglio darti è pianificare le pause, per evitare che il livello di energia scenda eccessivamente e ti sia poi difficile ritornare al livello iniziale. Quando stiamo svolgendo un attività che ci appassiona, che è urgente, che “prende” tutta la nostra concentrazione… è facile proseguire fino a quando non abbiamo terminato o fino a quando qualcuno o qualcosa ci “interrompe”. Su momento, anche dopo più di due ore di lavoro ininterrotto, ci sembrerà di essere ancora produttivi, ma quando poi, alla fine, ci fermeremo, molto probabilmente saremo esausti e dolenti e sarà molto difficile recuperare completamente. Per questo è molto meglio fare pause più brevi e frequenti, perché, a lungo andare, questo ci permette di mantenere un livello di energia più elevato.

Per pianificare le pause, un timer è la soluzione semplice. Oltre ad essere utile per porci un obiettivo nel completare una certa attività (ne ho parlato in questo articolo), ci ricorda anche di fermarci anche se non ne “sentiamo” ancora il bisogno.

Ogni quanto pianificare una pausa?

Su questo tema sono state proposte diverse tecniche e studi. Dalla classica “tecnica del pomodoro” (25 minuti di lavoro e 5 minuti di pausa, una pausa più lunga ogni 4 sessioni di lavoro), ai 52 minuti di lavoro e 17 di pausa, fino alle sessioni di 90 minuti. Personalmente ritengo che l’intervallo ottimale sia molto soggettivo e che dipenda sia della persona, sia dall’attività che deve essere svolta. Come sempre, ti consiglio di scegliere un intervallo e provare per alcuni giorni, valutando poi di incrementare o meno i tempi relativi.

Cosa fare durante una pausa?

Anche sotto quest’aspetto, ognuno di noi è diverso e lavora in un contesto diverso.

Il principio base, valido per tutti, è quello di rendere la pausa veramente tale e cioè una effettiva interruzione da quello che si sta facendo e non il passaggio a qualcosa di simile che impegna comunque le stesse risorse. In ergonomia, infatti, una pausa è considerata tale se comporta una sostanziale inattività dei gruppi muscolari coinvolti nell’attività precedente. Se stiamo lavorando seduti ad un file Excel, ad esempio, non possiamo considerare una pausa rimanere seduti e controllare un grafico prima di inviarlo via email…

Riporto di seguito alcune idee su cosa potremmo fare nelle pause, che ho provato io stesso o che ho visto in altre persone e che possono aiutarci a recuperare il nostro livello di energia:

  • uscire all’aria aperta
  • aprire le finestre
  • alzarsi dalla sedia
  • fare stretching
  • respirare profondamente per alcuni minuti
  • camminare per alcuni minuti in corridoio
  • andare alla macchinetta del caffè facendo le scale anziché prendendo l’ascensore
  • ascoltare una canzone
  • mandare un messaggio di saluto ad un famigliare o ad un amico
  • parlare di un argomento non lavorativo con un collega
  • fare pulizia sulla scrivania
  • bere un bicchiere d’acqua
  • sciacquarsi la faccia

E tu? Ogni quanto ti prendi una pausa? Cosa fai per ricaricarti?

Condividi la tua esperienza nei commenti.

2 Comments

  1. Stefano Comune ha detto:

    Varie:
    Uscire e guardare ad occhi chiusi il sole.
    Leggermi un breve articolo su carta.
    ‘Fare a pugni’ con il collega.
    Qualche flessione sul tappeto.
    Passeggiatina al bar per caffè.
    Sistemare le cartelle nello scaffale.

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